La Cittą  delle Ville e dei Giardini

Le ville ed i parchi-giardino di Sanremo legano la loro storia allo sviluppo turistico della città insieme ad alcuni inconfondibili edifici, con le facciate ornate da marcapiani, bovindi, balaustrine e decorazioni in ferro battuto. Abitate in origine dalla nobiltà e dalla ricca borghesia mitteleuropea, hanno nomi da romanzo fin de siècle. - Foto: giardini giapponesi di Villa Ormond -

Nelle ville sopravvissute allo sviluppo urbanistico degli anni ‘50/’60 si respira ancor oggi l’atmosfera della Sanremo belle époque.
Nella strada di mezza cornice, il corso degli Inglesi, sorge villa Bel Respiro, dallo stile eclettico-neorinascimentale, oggi sede dell’Istituto Sperimentale per la Floricoltura e il Castello Devachan (il nome, in lingua indiana, significa “porta del Paradiso”), realizzato, in stile liberty, dall’ingegnere Pietro Agosti, che usò la pietra sbozzata, a vista, già dimora del conte Saville di Mexbourough, nobile inglese vissuto per lunghi anni in India. Il castello ospitò, nel 1920, la Conferenza Internazionale degli Stretti.
- Foto: Villa Ormond - In prossimità del Casino, il barone tedesco Thiem fissò la sua dimora in villa Noseda, di stile neogotico. Poco più in su, in via Fratelli Asquasciati, il liberty floreale di villa Angerer, con le sua variopinte vetrate, domina il circostante parco di piante esotiche di pregiata rarità. Sul corso Felice Cavallotti, nel levante cittadino, villa Zirio, con i suoi saloni sontuosamente decorati e affrescati (fu dimora del principe reale Federico Guglielmo, incoronato imperatore di Germania con il nome di Federico III; oggi è sede dell’Assessorato comunale al Turismo), è immersa in un parco-giardino, disegnato, all’epoca della costruzione, da Ludovico Winter, il giardiniere di Sir Thomas Hanbury. Qui dimora il ficus macrophila, dalle enormi radici volanti, e, lungo il breve sentiero, una dolce Maternità, opera bronzea dello scultore Franco Bargiggia. Superato il Municipio (palazzo Bellevue con le sue preziose sale degli Specchi e Fiorentina), lo stile classicheggiante di villa Ormond, con i suoi ampi scaloni a doppia rampa, vigila sugli anogli riposanti e sulla superba vegetazione tropicale di un vasto parco, digradante verso il mare. Qui, in mezzo a fontane e laghetti, fra piante esotiche e mediterranee, spunta d’improvviso un giardino giapponese in miniatura, omaggio di Sanremo alla città gemella del Sol Levante, Atami.
Decisamente originale è, invece, villa Nobel, in stile moresco (residenza, dal 1891 al 1896, dell’illustre scienziato svedese), a più piani, con torrette angolari a motivi esotici e suggestive decorazioni a mosaico policromo. Immersa in uno splendido parco di piante rare e secolari, oggi centro di cultura, ospita un museo permanente di cimeli nobelliani ed una galleria di Premi Nobel italiani.
- Foto: Villa del Sole - Completano il panorama dei parchi-giardino delle ville di Sanremo, il parco Marsaglia, con le sue palme dal tronco panciuto, le sue yucca, dalla curiosa forma del tronco, che assomiglia, alla base, ad una zampa di elefante e l’inaspettato auditorium, che ospita, nella stagione estiva, concerti di musica sinfonica e operistica e rassegne internazionali di musica blues e jazz; i giardini di corso dell’Imperatrice, con la deliziosa statua della Primavera, di Vincenzo Pasquali, simbolo del mite clima di Sanremo e il monumento a Garibaldi, di Leonardo Bistolfi, capolavoro di scultura liberty; il parco di Boscobello, con la sua Via Crucis monumentale, opera dello scultore enrico Manfrini; i giardini di corso Mombello, a vegetazione costituita prevalentemente da palme, i moderni giardini di piazza Colombo e i già nominati parchi di villa Zirio, di palazzo Bellevue, di villa Ormond e di villa Nobel.

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