Sanremo e Dintorni

Coldirodi, San Romolo, Verezzo, Poggio e Bussana sono le cinque frazioni di Sanremo, tutte meritevoli di visita.
Coldirodi (deve il suo nome ai Cavalieri di Rodi, in seguito Cavalieri di Malta) è un pittoresco borgo di collina, edificato a riparo dalle incursioni piratesche, che si fregia di una pinacoteca, una ricca raccolta di opere pittoriche comprese tra il XV e il XIX secolo, e di un fondo librario di circa 6000 titoli (volumi rari, incunaboli, stampe, manoscritti, lettere autografe). Felice l’accostamento della raccolta fra le opere di elevato valore estetico e le opere di tono minore, comunque tutte rappresentative dell'e’oca di attribuzione. Emergono, tra queste, la Madonna col Bambino attribuita a Lorenzo de Credi (forse della bottega del Verrocchio), l'Adorazione dei Magi, di ignoto cremonese e alcuni quadri di Salvador Rosa, databili intorno al 1650.
San Romolo, frazione alpestre immersa in fitte pinete e maestosi castagni, lega il suo nome alle vicende di Sanremo antica. Qui, in una grotta (“bauma”, oggi trasformata in chiesina campestre) visse e morì in eremitaggio il vescovo genovese Romolo, che avrebbe dato il nome a Sanremo.
Già luogo di villeggiatura estiva per i sanremesi, oggi è destinato a ritornare a nuova vita quale crocevia del parco naturale di Sanremo, da cui si diparte una fitta rete di sentieri per piacevoli escursioni alla volta di Perinaldo, Coldirodi, Bajardo, Ceriana, monte Bignone (metri 1.299) ed alla zona archeologica di Pian del Re.
Verezzo e Poggio sono, invece, frazioni tipicamente rurali, con le loro coltivazioni floricole, disposte su terrazzamenti (le liguri “fasce”, muri in pietra a secco). Famoso e di qualità eccellente il vino “vermentino” di Poggio (una rarità in quanto qui le piantagioni di fiori hanno sottratto terra e spazio alle primitive colture della vite, dell’ulivo, del fico e del mandorlo).
Sulla via Aurelia di levante, oltrepassato capo Verde, sulla dorsale che cinge la baia di Sanremo, Bussana e Bussana Vecchia.
La Bussana moderna, dominata dal grandioso santuario del Sacro Cuore, nasce dalla distribuzione pressoché totale del borgo medievale più interno (Bussana Vecchia) a seguito del terremoto del 1887. Oggi le case meno danneggiate del borgo antico, recuperate da una colonia eterogenea di artisti principalmente stranieri, ospitano ateliers, botteghe artigiane e locali d’esposizione.

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